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Calabresi sul palco della Leopolda: “Basta sinistra maestrina” | Iv lancia Leader e replica su Fedez e Segre

Calabresi alla Leopolda: Milano cresce, ma non tutti la vivono allo stesso modo

Alla Leopolda, dopo la presenza di Vincenzo De Luca, è stato il turno di Mario Calabresi, indicato da Matteo Renzi come possibile nome per il futuro di Milano. L’ex premier ha ribadito il suo apprezzamento: “Lo vedrei benissimo come sindaco di Milano”. Dal palco, il giornalista e scrittore ha raccontato una città piena di energia, ma anche di contraddizioni.

Calabresi ha riconosciuto che Milano è diventata una capitale europea attrattiva, ma ha sottolineato come una parte della popolazione sia rimasta indietro, soprattutto per il costo della vita e quello delle case. Secondo lui, la sinistra dovrebbe smettere di mostrarsi troppo “maestrina” e imparare a rispondere ai nuovi bisogni sociali con soluzioni concrete.

Sicurezza e ascolto: la critica alla sinistra

Tra i temi affrontati, quello della sicurezza ha avuto un peso centrale. Calabresi ha spiegato che, se le persone manifestano paura, la politica deve ascoltarle e non liquidarle con sufficienza. “Non si può dire agli elettori che non capiscono”, ha osservato, criticando un atteggiamento che a suo avviso allontana la sinistra da parte del Paese reale.

Fedez attacca il ddl antisemitismo

Altro momento molto seguito della giornata è stato l’intervento di Fedez, salito sul palco insieme a Ivan Grieco per parlare del suo Pulp Podcast. Il rapper ha commentato senza filtri il disegno di legge sull’antisemitismo, definendolo “una str…ata enorme”. Ha poi posto una domanda destinata a far discutere: si può davvero dire di non essere d’accordo con Liliana Segre oppure è intoccabile?

Su questo punto Matteo Renzi non è intervenuto direttamente, ma in mattinata aveva già chiarito la sua posizione: “Siamo sempre con Liliana Segre, senza se e senza ma”.

Il podcast, le polemiche e il Tajanometro

Fedez ha risposto anche alle critiche rivolte a Pulp Podcast, difendendo il taglio del programma e contestando chi lo accusa senza averlo mai seguito davvero. Prima di lasciare la Leopolda, c’è stato spazio anche per una battuta sul Tajanometro, il cartonato dedicato ad Antonio Tajani che ironizza sull’affidabilità delle persone in base all’abbigliamento.

Renzi, scherzando, ha raccontato che il rapper non avrebbe superato il test: “Abbiamo deciso che non è affidabile”. Un finale leggero per una giornata intensa, fatta di politica, provocazioni e messaggi destinati a far discutere.