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Forza Italia, Schifani bis: Tajani e la telefonata con la possibile crisi e dimissioni

La tensione esplode dentro Forza Italia

In Sicilia il clima politico si è fatto improvvisamente incandescente dopo le parole attribuite a Renato Schifani, che avrebbe sbottato con un secco “Mi dimetto” in seguito alle dichiarazioni del commissario regionale di Forza Italia, Nino Minardo. Quest’ultimo aveva parlato della necessità di un cambio di passo e di una proposta politica completamente nuova, una presa di posizione che ha riacceso il dibattito interno al partito.

Il caso Armao pesa sul futuro del governatore

Le parole di Minardo arrivano in un momento delicato, segnato dall’inchiesta che ha coinvolto Gaetano Armao, per il quale la Procura di Palermo ha chiesto l’arresto con l’accusa di corruzione. Figura storicamente vicina al centrodestra siciliano, Armao è stato negli anni una presenza centrale nella stagione politica regionale, fino a guidare la commissione tecnica specialistica che si occupa delle autorizzazioni per gli impianti energetici. La sua vicenda giudiziaria ha alimentato forti preoccupazioni anche ai vertici nazionali di FI.

Roma chiede discontinuità, Schifani valuta il da farsi

Nel partito cresce la convinzione che serva una discontinuità netta, a partire dalla classe dirigente. Il punto più sensibile resta la possibile ricandidatura di Schifani nel 2027, ipotesi che oggi appare meno scontata rispetto a qualche settimana fa. Il governatore ha preso atto del messaggio arrivato da Roma e ha fatto sapere di stare valutando “con senso di responsabilità” le decisioni da assumere, che comunicherà a breve.

Le reazioni e l’iniziativa dell’Antimafia

Le opposizioni hanno colto l’occasione per attaccare duramente. Nello Dipasquale, del Pd all’Ars, ha osservato che “le dimissioni non si annunciano, si danno”. Ancora più netto Ismaele La Vardera, che ha definito questa la peggiore legislatura di sempre. Intanto la Commissione regionale Antimafia ha annunciato l’avvio di una indagine conoscitiva sui recenti episodi di presunta corruzione emersi nell’amministrazione regionale.