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Pranzo alla Camera con Conte e leader M5s: incontro sul programma, polemiche Pd

Un tavolo sempre più affollato nel campo largo

Nel campo largo le occasioni di confronto non mancano, ma cambiano spesso volto e presenza. Dopo il pranzo di giugno, quando sedevano insieme tutti i principali leader dell’alleanza con tanto di foto social, gli incontri sono proseguiti in modo più discreto. Nei giorni scorsi c’è stato un faccia a faccia tra Giuseppe Conte ed Elly Schlein, mentre l’ultimo appuntamento, alla Camera, ha visto a tavola Conte con i leader di Avs, Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni. Schlein non c’era, nonostante fosse stata a Montecitorio nella stessa mattinata.

Le distanze politiche restano

L’assenza della segretaria dem è stata letta da molti come un segnale, anche perché arriva pochi giorni dopo la sua frase agli alleati: “Uno non vale uno, noi abbiamo il doppio dei voti”. Il messaggio era chiaro: il Pd resta il partito più forte della coalizione, ma questo non basta a chiudere tutte le partite. Su alcuni temi, infatti, M5s e Avs hanno posizioni molto simili e più lontane da quelle democratiche, soprattutto sul sostegno militare all’Ucraina e sull’ipotesi di un’intesa con Renzi.

Tra programma e primarie, la strada è ancora lunga

Alla fine del pranzo, i diretti interessati hanno minimizzato. Conte ha parlato di un incontro in cui non si sarebbe discusso di politica, aggiungendo però che un tavolo con Schlein ci sarà. Bonelli e Fratoianni hanno spiegato che l’iniziativa non era stata programmata e che la coincidenza con il voto di fiducia ha favorito la presenza di tutti a Montecitorio. Eppure, nel Pd, l’incontro senza la leader è stato vissuto da qualcuno come uno sgarbo. Il tema vero resta uno: costruire un programma comune e capire come affrontare le primarie, altro passaggio decisivo per il futuro dell’alleanza.

Il tempo c’è, ma serve un’accelerazione

Nel Pd c’è chi invita alla calma, ricordando che eventuali elezioni sono ancora lontane e che i rapporti tra alleati possono consolidarsi con il tempo. Altri, invece, chiedono più rapidità. Intanto, con la legge elettorale in arrivo, il dossier primarie potrebbe diventare inevitabile. Un passaggio che, per molti, rappresenterà il primo vero punto fermo nella costruzione del centrosinistra.