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Trifone “Nuccio” Altieri ha ritirato la propria disponibilità alla presidenza dell’Autorità nazionale anticorruzione. La decisione, annunciata nella serata del 6 novembre e riferita da ANSA, interrompe il percorso aperto dal Governo appena il giorno precedente.
L’ex deputato ha motivato la scelta con valutazioni di opportunità politica, istituzionale e personale, dopo un confronto con Giorgia Meloni, Matteo Salvini e Antonio Tajani. Ha comunque rivendicato il possesso dei requisiti e delle competenze per l’incarico.
La rinuncia arriva dopo le contestazioni delle opposizioni, che avevano chiesto alla presidente del Consiglio di ritirare la designazione. Il nodo sollevato riguardava l’indipendenza del vertice dell’Autorità e la possibile incompatibilità con incarichi politici. Il Governo aveva sostenuto di avere esaminato ed escluso tali profili. Si tratta delle posizioni espresse dalle parti: il ritiro non equivale a un accertamento di incompatibilità.
Il comunicato ufficiale del Consiglio dei ministri del 5 novembre distingue chiaramente l’avvio della procedura dalla nomina definitiva. Su proposta del ministro per la Pubblica amministrazione Paolo Zangrillo, il Cdm aveva indicato Altieri per la presidenza insieme a quattro candidati a componenti dell’Autorità.
Nella stessa riunione, il Governo aveva approvato un decreto-legge per garantire la continuità delle funzioni dell’Anac. Secondo il comunicato, i vertici uscenti possono proseguire nell’ordinaria amministrazione e negli atti indifferibili e urgenti fino all’insediamento dei successori, entro il limite di 45 giorni dall’entrata in vigore del provvedimento.
Con la disponibilità di Altieri ritirata, si riapre l’individuazione della figura chiamata a guidare l’Autorità. Le fonti consultate non indicano un nuovo candidato già designato.
ANSA, il ritiro di Altieri, 6 novembre 2026, aggiornamento ore 23:11. Presidenza del Consiglio, comunicato del Cdm n. 196, 5 novembre 2026.
Foto d’archivio: Camera dei Deputati, Trifone Altieri daticamera, CC BY 4.0, adattata. Il ritratto risale al 2014 e non documenta l’annuncio del ritiro. Crediti validi anche per la fotografia utilizzata nel video e nell’anteprima social collegati a questo articolo.