
Meloni a Berlino: Spinte nei negoziati di pace con l’Ucraina
Quando Giorgia Meloni è arrivata a Berlino, aveva con sé un dossier che promette significativi progressi nei negoziati di pace. “Mi aspetto passi in avanti,” ha dichiarato con soddisfazione, entrando negli uffici della cancelleria federale. Tra i punti chiave del **piano di pace** emerge l’idea di includere garanzie di sicurezza dall’articolo 5 della NATO, un’iniziativa che Meloni rivendica come propria. Tuttavia, è consapevole che la questione dei territori rimane aperta, sostenendo che la decisione finale è nelle mani degli ucraini.
In parallelo, l’Unione Europea si trova di fronte a una decisione delicata riguardo all’uso degli asset russi congelati per fornire un prestito a Kiev. Roma ha richiesto a Bruxelles di considerare altre modalità di sostegno finanziario e giovedì, nel Consiglio Ue, farà presente che qualsiasi soluzione non dovrà compromettere i vincoli del Patto di stabilità. Fonti governative chiariscono che la posizione italiana è in fase di evoluzione, puntando a garantire la coesione tra europei, ucraini e americani.
Il bilancio del vertice costituirà il tema centrale delle comunicazioni di Meloni mercoledì in Parlamento. La posizione italiana chiarisce che, sia che si tratti di garanzie che di prestiti, ogni onere deve restare al di fuori del Patto di stabilità. La bozza della risoluzione, che il centrodestra presenterà in Aula, sottolinea la necessità di un’analisi approfondita dei vari aspetti giuridici e finanziari delle opzioni di finanziamento disponibili per l’Ucraina.
La Lega esprime soddisfazione per il fatto che le proprie posizioni siano state ascoltate, mentre restano aperti i dettagli riguardanti ulteriori invii di armi a Kiev. Meloni ha già assicurato comunque che la proroga dell’autorizzazione avverrà entro la fine dell’anno.