
A Novo Selo: Un campo di addestramento NATO al confine con la realtà
A Novo Selo, in Bulgaria, un contingente di soldati vive quotidianamente l’angoscia di un possibile conflitto, conducendo esercitazioni che riflettono le paure legate alla guerra in Europa orientale. La base della NATO ospita militari di sette nazioni diverse, compresa l’Italia, che con 740 unità rappresenta il contributo più consistente. Qui, non si parla di guerre ibride, ma di una preparazione concreta per affrontare uno scontro armato diretto, utilizzando carri armati, mortai e tiratori scelti.
Il colonnello Mattia Scirocco, comandante del battlegroup multinazionale, sottolinea l’importanza dell’addestramento per affrontare le incertezze del combattimento. Il motto della base è chiaro: “l’addestramento è la più solida garanzia per affrontare l’imprevedibilità del combattimento”. I soldati, divisi in unità con oltre duecento mezzi, si esercitano in scenari che simulano situazioni di battaglia reale, muovendosi in un poligono tra colline e terreni accidentati, coinvolti in operazioni che vanno dall’eliminazione di bersagli a strategie di soccorso per feriti e prigionieri.
Il contingente italiano a Novo Selo è solo uno degli otto battlegroup europei attivi nella missione NATO delle ‘Forward Land Forces’. Queste attività sono state intensificate a partire dal 2022, in risposta alla situazione complessa in Ucraina. Oltre 2.323 soldati italiani sono attualmente coinvolti in missioni di deterrenza e addestramento lungo il fianco Est dell’Alleanza. La base, dove presto il ministro della Difesa Guido Crosetto porterà i suoi auguri di Natale, rappresenta un simbolo di questa mobilitazione. Le esercitazioni, comprese quelle di trincea, sono ora all’ordine del giorno, riflettendo l’urgenza di prepararsi a uno scenario di conflitto imminente, pur rimanendo nel confine della simulazione.