
L’operazione condotta dalla Direzione Distrettuale Antimafia (Dda) di Genova ha portato alla luce un’inchiesta su un presunto finanziamento a Hamas, coinvolgendo un totale di 25 indagati. Tra questi emerge la figura di Mohammad Hannoun, presidente dell’associazione dei palestinesi in Italia, attualmente sottoposto a misure cautelari insieme ad altre otto persone.
Le indagini, effettuate dalla Digos e dalla Guardia di Finanza, puntano a dimostrare che i familiari di Hannoun, inclusa la moglie e i suoi due figli, fossero consapevoli delle reali destinazioni dei fondi raccolti. Gli inquirenti sostengono che in almeno alcune circostanze i figli di Hannoun abbiano avuto contatti diretti o abbiano trasportato denaro riconducibile a queste attività illecite.
Attualmente, gli interrogatori di garanzia per i sette arrestati non sono stati ancora programmati; si prevede che possano avere luogo a partire da martedì prossimo in videocollegamento. Unica eccezione sarà rappresentata dall’interrogatorio di Hannoun, che si svolgerà in presenza, dal momento che è attualmente detenuto nel carcere genovese di Marassi. Domani, gli avvocati di Hannoun si recheranno a trovarlo in carcere per preparare la sua difesa.