
Giorgia Meloni ha definito l’uscita di scena di Nicolás Maduro come una “nuova pagina di speranza” per il popolo venezuelano, in un dialogo con María Corina Machado, figura di spicco dell’opposizione e premio Nobel per la pace. Questo incontro avviene dopo un confronto tra Machado e il presidente francese Emmanuel Macron, riguardo alle possibili soluzioni per una transizione pacifica a Caracas.
Meloni e Machado condividono la convinzione che la caduta di Maduro porterebbe i cittadini venezuelani a riappropriarsi dei principi fondamentali della democrazia e dello Stato di diritto. Il colloquio tra la premier italiana e la leader opposta segnala la solidarietà del governo italiano nei confronti del popolo venezuelano, come sottolineato da fonti di maggioranza.
A pochi giorni dall’attacco statunitense contro il Venezuela, Matteo Salvini rompe il silenzio e offre una visione che si distacca da quella ufficiale del governo. “Nessuno rimpiangerà Maduro, il quale ha affamato il suo popolo per troppo tempo,” scrive su Instagram, aggiungendo, tuttavia, che il metodo principale per risolvere le controversie internazionali deve essere la diplomazia. Salvini è critico nei confronti della legittimazione di interventi di natura difensiva, mentre invoca il rispetto per la sovranità del Venezuela.
In attesa dell’informativa del ministro degli Esteri Antonio Tajani in Parlamento, le opposizioni alzano la voce. Giuseppe Conte critica la subalternità del governo italiano agli Stati Uniti, mettendo in guardia riguardo alla crescente vulnerabilità del paese. Altri esponenti, come Peppe Provenzano del PD, denunciano la legittimazione della guerra, richiamando il principio costituzionale italiano di ripudio della guerra.
Nicola Fratoianni di Alleanza Verdi e Sinistra esprime il suo imbarazzo nei confronti dell’atteggiamento della Meloni e critica l’azione degli Stati Uniti in Venezuela come un esempio di neocolonialismo energetico. Dall’altra parte, Forza Italia difende la propria posizione, affermando di essere sempre dalla parte della libertà e puntando il dito contro la sinistra per la sua opposizione.
La situazione rimane tesa, mentre il dibattito si intensifica sia a livello nazionale che internazionale, con richieste di riflessione collettiva sui diritti umani e sulla legittimità degli interventi esterni.