
“Ho sognato di rivederlo a casa, lo avevo confidato solo a mia madre qualche settimana fa”, racconta Davide Ghedin, un tabaccaio che lavora a pochi passi dalla residenza di Alberto Trentini, al Lido di Venezia. Qui, i genitori di Alberto vivono ancora e il negozio di Ghedin è decorato con palloncini tricolore, seguendo l’idea lanciata dalla fruttivendola della zona.
“La cosa più bella per me e per il mio titolare è che finalmente possiamo augurare una ‘buona giornata’ alla madre di Alberto senza sentirci in colpa”, continua Ghedin. Infatti, fino a poche settimane fa, dopo il blitz contro Maduro, i genitori di Alberto avevano smesso di uscire, alimentando la sensazione che qualcosa stesse per cambiare. Ghedin, che conosce da sempre la famiglia, ha assistito da vicino a questa lunga attesa.
“Con Alberto abbiamo condiviso momenti, anche se non ci incontravamo ogni giorno. Entrambi frequentavamo la stessa scuola, anche se io ero un anno avanti”, spiega Ghedin. Questa storia di legami e di attesa colma il cuore di tutti al Lido: “Siamo tutti felicissimi per il ritorno di Alberto. La maggior parte della nostra comunità è legata alla parrocchia, e sarebbe bello se il parroco organizzasse una festa in suo onore. Un evento di quartiere sarebbe perfetto”, conclude Ghedin. Per Alberto, non avrebbe parole sufficienti da dire, “un abbraccio sarebbe l’unica cosa che potrei offrirgli”.