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Zangrillo sulle retribuzioni dei manager pubblici: no a un tetto stipendiale, serve maggiore aderenza al mercato

Rivedere il tetto salariale nella Pubblica Amministrazione

Il punto di vista del ministro Zangrillo

Secondo il ministro della Pubblica Amministrazione, Paolo Zangrillo, l’attuale politica di un tetto salariale per i dipendenti pubblici è inadeguata. In un’intervista a Skytg24, Zangrillo ha affermato che la Pubblica Amministrazione deve evolversi e riconoscere le responsabilità svolte dai suoi dipendenti anche attraverso un sistema retributivo più equo.

Critiche alla gestione del tetto retributivo

Il titolare del dicastero ha rammentato che l’introduzione del tetto retributivo ai tempi del Governo Renzi era una risposta a un’emergenza specifica. Tuttavia, ha sottolineato che tale emergenza non può perdurare per oltre un decennio. “È fondamentale lavorare su dinamiche salariali proiettate verso il futuro per allinearsi il più possibile alle esigenze di mercato”, ha dichiarato Zangrillo, precisando la necessità di motivare i dirigenti con compensi adeguati.

Aumenti salariale significativi all’orizzonte

Rispondendo a quesiti riguardanti l’impatto della inflazione sul potere d’acquisto, il ministro ha assicurato che tra il 2022 e il 2027 si prevedono aumenti retributivi tra il 16% e il 18%. Nello specifico, per la tornata 2022/24, Zangrillo ha indicato che gli incrementi salary si attesteranno tra il 6% e l’8%, mentre per i rinnovi contrattuali 2025/27 sarà messa a disposizione una somma di 10 miliardi di euro per garantire aumenti più significativi rispetto all’inflazione degli ultimi anni.

Concludendo, il ministro ha sfidato il sindacato di categoria, Landini, chiedendo di fornire esempi di aumenti simili nei settori privati, sottolineando l’importanza di mantenere una competitività economica per attrarre talenti e valorizzare il lavoro pubblico nei prossimi anni.