
Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha ribadito con fermezza l’importanza della collaborazione dell’Egitto per rivelare la verità sulla morte di Giulio Regeni, descrivendo questa questione come un “banco di prova” fondamentale per le relazioni internazionali. Il messaggio di Mattarella è arrivato in occasione di una manifestazione a Fiumicello, dove i genitori di Giulio hanno ricordato con dolore il decimo anniversario della sua tragica scomparsa. “Verità e giustizia non devono prestarsi a compromessi”, ha affermato il capo dello Stato, sottolineando che “l’assassinio barbare” del giovane ricercatore è una “ferita aperta” per l’intera nazione.
Durante la commemorazione, la madre di Giulio, Paola Deffendi, ha espresso la sua gratitudine per il messaggio del presidente e ha lanciato un appello provocatorio a coloro che hanno in programma di recarsi in Egitto: “Stracciate i vostri biglietti”. Le affermazioni di Mattarella sono state accompagnate dal riconoscimento dell’impegno e del coraggio mostrato dai familiari di Giulio, che continuano a lottare per ottenere chiarezza sulla sua morte. La situazione attuale mostra però che la lotta per la verità è ben lontana dall’essere un impegno collettivo, come lamentato dalla segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein, che ha evidenziato la mancanza di una mobilitazione istituzionale in questo senso.
Schlein ha denunciato la normalizzazione dei rapporti tra l’Italia e l’Egitto, sottolineando come le istituzioni italiane continuino a intrattenere relazioni commerciali come se nulla fosse accaduto. Ha ricordato come il governo italiano abbia recentemente stretto un accordo con il Cairo per un importo superiore ai 7 miliardi di euro, orientato a sostenere l’economia locale e limitare i flussi migratori, senza considerare le gravi questioni riguardanti i diritti umani. Anche membri di altre forze politiche, come Nicola Fratoianni di Alleanza Verdi e Sinistra e Roberto Fico del Movimento 5 Stelle, hanno espresso il loro sostegno ai familiari di Giulio, promettendo di non fermarsi fino a quando non si giungerà a verità e giustizia.