
La nascite della Repubblica Italiana e della sua Costituzione sono frutto di una profonda reazione contro le ideologie distruttive e sanguinose che hanno caratterizzato la prima metà del Novecento. Queste correnti hanno provocato innumerevoli lutti, devastazioni e un’eredità di orrore che permane nella memoria collettiva
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Nel suo discorso durante la celebrazione del Giorno della Memoria al Quirinale, il presidente Sergio Mattarella ha posto l’accento sul fatto che la Repubblica è emersa direttamente dal sangue innocente di coloro che hanno sofferto nei campi di sterminio, dei combattenti per la libertà, nonché delle donne e degli uomini soppressi a causa della loro identità, delle loro idee e delle loro credenze. Queste esperienze tragiche costituiscono le basi su cui si fonda la nostra repubblica.
Il Capo dello Stato ha inoltre avvertito che nella Repubblica non deve esistere spazio per l’odio razziale, i germi della discriminazione e l’antisemitismo, che continuano a manifestarsi in modo preoccupante. Ha messo in guardia contro coloro che incitano alla violenza e promuovono ideologie di oppressione e sopraffazione, sottolineando l’importanza di coltivare un clima di rispetto e tolleranza nella società.
Le parole di Mattarella sono un richiamo alla coscienza collettiva e un impegno per il futuro, affinché la memoria delle vittime non venga mai dimenticata e la preziosità dei diritti umani venga sempre tutelata.