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Cooperazione tra ICE e forze italiane durante le Olimpiadi invernali
La sicurezza durante le Olimpiadi invernali di Milano-Cortina sarà garantita da un’organizzazione messa in atto che prevede la presenza di seimila agenti del sistema di sicurezza nazionale italiano. Gli agenti dell’ICE, l’agenzia federale dell’immigrazione e delle dogane degli Stati Uniti, collaboreranno con le forze dell’ordine locali da una sala operativa predisposta presso il Consolato di Milano.
La decisione di coinvolgere l’agenzia americana ha sollevato polemiche tra i partiti dell’opposizione, portando il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, a promettere un’informativa alla Camera il prossimo 4 febbraio. Le critiche si sono intensificate dopo episodi di violenza associati all’ICE negli Stati Uniti, tanto che il vicepremier Antonio Tajani ha cercato di minimizzare la situazione, affermando che “non sono i membri delle SS” e che la loro presenza è giustificata dalla necessità di migliorare la sicurezza in un contesto di grande afflusso di pubblico.
Si prevedono anche misure specifiche per gestire possibili proteste contro la presenza dell’ICE durante i giochi, in particolare in riferimento a luoghi simbolici per gli Stati Uniti. Una petizione contro la presenza dei membri dell’agenzia ha già raccolto oltre quindicimila firme, con gli organizzatori che affermano che “la loro presenza mina i valori universali della manifestazione”. Giuseppe Sala, sindaco di Milano, ha espresso forti timori sulla situazione, affermando di non sentirsi adeguatamente tutelato. Le tensioni politiche rimangono elevate, con richieste di un intervento diretto da parte della premier Giorgia Meloni per chiarire la posizione del governo riguardo a questa delicata questione.