
La Puglia introduce il salario minimo negli appalti pubblici
È stato recentemente reso noto il primo bando della Regione Puglia che prevede un salario minimo fissato a 9 euro l’ora. Questo bando riguarda l’appalto per i servizi di vigilanza armata, custodia e portierato per tutte le strutture regionali. “È la prima volta che implementiamo la legge regionale sul salario minimo”, hanno dichiarato l’assessore al Bilancio, Sebastiano Leo, e l’assessora all’Ambiente, Debora Ciliento, responsabile dell’appalto in questione.
Con l’introduzione di questa misura, chi si aggiudicherà gare da parte della Regione o da enti a essa collegati, sarà obbligato a garantire ai propri dipendenti un compenso orario minimo di 9 euro. Questa normativa, approvata all’unanimità dal Consiglio regionale pugliese il 5 novembre 2024, ha ricevuto l’ok della Corte Costituzionale nel mese di dicembre successivo.
La Presidenza del Consiglio aveva sollevato dubbi sulla costituzionalità di tale legge, sostenendo che avrebbe potuto violare l’autonomia della contrattazione collettiva e la normativa statale. Tuttavia, la Corte ha riferito che si trattava di un “errore di prospettiva”, in quanto la legge si applica esclusivamente agli appalti della Regione e dei suoi enti strumentali.
Secondo Leo, “con questa misura siamo probabilmente la prima Regione a introdurre il salario minimo negli appalti pubblici. È una decisione che nasce dalla nostra legge, ma anche da un principio di buon senso, considerando che molti di questi lavoratori venivano retribuiti con salari molto bassi”. Ciliento ha aggiunto, “la protezione dei diritti dei lavoratori è essenziale per lo sviluppo di una società sana e sostenibile, soprattutto per coloro che prestano servizio in Regione Puglia”, evidenziando l’importanza economica di questo appalto, che ammonta a 18,6 milioni di euro.