
Per la prima volta, Giorgia Meloni affronta pubblicamente il tema della presenza dell’ICE, pur senza citarlo direttamente. Durante un’intervista con il direttore del Foglio, Claudio Cerasa, ha messo in evidenza un apparente paradosso: coloro che criticano costantemente i legami con gli Stati Uniti, lamentandosi della partecipazione di agenti statunitensi durante le Olimpiadi, sono gli stessi che richiedono assistenza americana per la sicurezza del nostro paese. “Questa confusione”, ha affermato Meloni, “è uno dei nostri principali problemi”.
La polemica si fa sentire, in particolare a Milano, dove i cittadini si sono riuniti in protesta contro la presenza delle forze ICE durante i Giochi invernali. Elly Schlein ha espresso la sua contrarietà, rifiutando l’idea che l’Italia possa somigliare a una nazione in cui le forze dell’ordine portano il caos, come accade negli Stati Uniti. Anche Angelo Bonelli ha criticato la premier, definendo la situazione paradossale e accusandola di aver trasformato l’Italia nel “51° stato americano”. Nicola Fratoianni, un altro leader della sinistra, ha fatto notare che Meloni sembra ignorare l’evoluzione della situazione negli USA.
Dopo che diverse tensioni tra Roma e Washington sono emerse, Meloni ha chiarito che il governo sta seguendo con attenzione le operazioni anti-immigrazione statunitensi, mentre il suo impegno nei confronti dell’Ucraina rimane forte. Riguardo all’assistenza al paese invaso dalla Russia, ha dichiarato: “La libertà che viene difesa a Kiev non è solo quella del popolo ucraino, ma anche la nostra”.
Infine, la premier ha messo in luce la necessità per l’Unione Europea di adottare una strategia più efficace in ambito commerciale, proponendo il nearshoring e il friendshoring come metodi per rilocalizzare le produzioni nei paesi vicini o tra alleati. Ha chiuso l’intervento sottolineando il ruolo cruciale dell’Italia nell’accordo con il Mercosur, che dovrebbe essere bilanciato e vantaggioso.