Logo News italia

Scontri a Torino: Domiciliari per l’aggressore dell’agente, Salvini critica la decisione del gip

Arrestato un giovane per aggressione a poliziotto durante manifestazione a Torino

Angelo Simionato, un ragazzo di 22 anni proveniente dalla provincia di Grosseto, è stato posto agli arresti domiciliari dopo essere stato arrestato dalla Digos per il suo presunto coinvolgimento nell’aggressione al poliziotto Alessandro Calista avvenuta a Torino il 31 gennaio scorso, durante il corteo pro Askatasuna. La decisione del giudice per le indagini preliminari è giunta al termine di un’udienza di convalida, nel corso della quale Simionato ha fornito alcune dichiarazioni in merito ai fatti.

Le dichiarazioni di Simionato e la valutazione del giudice

Durante l’udienza, Simionato ha affermato: “Ho visto il poliziotto a terra, ho visto le persone attorno a lui e mi sono allontanato. Non ho spinto nessuno”. Tuttavia, il giudice ha ritenuto che simili affermazioni non siano sufficienti a scagionarlo dalle accuse. Secondo il gip, Simionato avrebbe mostrato una “chiara consapevolezza” della grave violenza in atto, avvicinandosi a meno di un metro dall’agente ferito.

Il giovane è accusato di concorso in lesioni personali a pubblico ufficiale, in base all’articolo 583 quater del codice penale, norma di recente introduzione. Sebbene vi siano indizi sufficienti per giustificare la custodia cautelare, non sono stati considerati validi per l’accusa di rapina delle attrezzature del poliziotto. Simionato rimane anche indagato per resistenza a pubblico ufficiale.

Scarcerati altri due coinvolti e reazioni politiche

Altri due arrestati durante la stessa manifestazione, Matteo Campaner e Pietro Desideri, sono stati scarcerati ma con l’obbligo di firma. L’avvocato di Campaner ha espresso soddisfazione per la decisione del giudice, ma ha anche dichiarato che porteranno avanti un ricorso, poiché il suo assistito nega qualsiasi coinvolgimento nei disordini. Campaner ha manifestato il suo shock per l’aggressione al poliziotto, affermando di essere “inorridito” dalla violenza.

In un contesto politico acceso, il vicepremier Matteo Salvini ha commentato l’accaduto sui social, sottolineando la necessità di sostenere il referendum sulla giustizia, segnalando la gravità della situazione che ha colpito un agente in servizio.

La giudice gip Irene Giani ha descritto gli eventi di Torino come una “guerriglia urbana”, evidenziando che l’azione dei manifestanti mostrava segni di essere ben organizzata e premeditata.