
Sede delle Utopiadi: il Palasharp diventa il simbolo della contestazione
Il Palasharp di Milano è destinato a ospitare le Utopiadi, un evento di tre giorni dedicato allo sport popolare, promosso dal Comitato Insostenibili Olimpiadi. Questa mattina, un gruppo di attivisti si è mobilitato per occupare il palazzetto, ormai in disuso dal 2011, per contestare quelle che definiscono “le Olimpiadi più insostenibili di sempre”. La manifestazione è solo l’ultima di una serie di iniziative, che ha visto i partecipanti già impegnati nella protesta contro la fiaccola olimpica, organizzata ieri davanti all’Università Statale.
Costruito in seguito alla nevicata del 1985, che causò il crollo del precedente Palazzo dello Sport di Milano, il Palasharp fu inaugurato il 27 settembre 1986 con un memorabile concerto di Frank Sinatra. Con una capienza di 8.000 posti, rappresentò il principale centro sportivo della città, ospitando eventi di basket, concerti e manifestazioni politiche. Tuttavia, con l’avvento del Forum di Assago, il palasport ha subito un lento abbandono, culminato nella chiusura ufficiale nel 2011.
Attualmente di proprietà del Comune di Milano, il futuro del Palasharp ha visto numerose proposte di riutilizzo. Tra le più discusse, la sua possibile destinazione come sede per il torneo di hockey femminile delle Olimpiadi Milano-Cortina 2026. Tuttavia, a causa dei costi esorbitanti necessari per la ristrutturazione, si è optato per l’impiego di due padiglioni a Rho Fiera per gli eventi olimpici, lasciando il Palasharp in una condizione di abbandono. L’occupazione e l’evento delle Utopiadi rappresentano dunque un tentativo di ridare vita a uno spazio che ha segnato la storia sportiva e culturale di Milano, ma che è ora simbolo di una questione più ampia riguardante la sostenibilità delle grandi manifestazioni sportive.