
Il Partito Democratico si trova a un bivio decisivo per ricucire le proprie divisioni interne riguardo al disegno di legge dedicato al contrasto dell’antisemitismo. Il termine ultimo per la presentazione degli emendamenti al testo adottato dalla Commissione Affari Costituzionali del Senato scade martedì, creando un clima di frenesia tra i membri del partito.
Il braccio di ferro si intensifica attorno alle proposte di modifica. Da una parte, Graziano Delrio, sostenuto da un gruppo di senatori riformisti, non intende venire meno nei confronti di alcuni punti vitali della sua proposta, che considera “non negoziabili”. Dall’altra, la maggioranza all’interno del PD sembra voler riprendere le linee guida di una proposta alternativa, guidata da Andrea Giorgis, che ha suscitato le perplessità di Delrio e di una parte dei riformisti. Mentre le trattative per trovare un punto d’incontro continuano, i partecipanti si preparano a riunioni ad hoc, dove Giorgis, Delrio e Francesco Verducci cercheranno di convergere su emendamenti comuni.
Fra le questioni più controverse vi è la definizione di antisemitismo secondo l’International Holocaust Remembrance Alliance (IHRA), proposta da Delrio ma criticata da una parte della sinistra interna. Un altro punto sul quale Delrio non intende concedere è la concentrazione esclusiva del ddl sul contrasto all’antisemitismo, contrariamente alla proposta di Giorgis, la quale include anche la lotta contro altre forme di odio e discriminazione. Tuttavia, ci sono margini per una collaborazione su altri temi, come la lotta all’antisemitismo online e nei contesti educativi. “Speriamo in un lavoro congiunto che valorizzi il ddl Delrio, eventuali divisioni sarebbero insensate,” afferma uno dei firmatari della proposta riformista.