
In un’intervista a Quarta Repubblica, il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, ha evidenziato una preoccupante disparità nella reazione delle autorità agli attacchi contro diversi simboli democratici. Riferendosi all’assalto alla Cgil, Piantedosi ha sottolineato l’importanza delle condanne emesse per quell’episodio, definendolo un atto gravissimo, sia per la sua realtà che per la potenziale evocazione di tensioni sociali. Tuttavia, ha espresso preoccupazione per quanto avvenuto alla redazione de La Stampa, dove si sono verificati atti vandalici significativi. “Non vorrei che ci fosse una differenziazione a seconda della colorazione delle manifestazioni”, ha aggiunto, suggerendo che le risposte potrebbero variare in base alle inclinazioni politiche dei partecipanti.
Riguardo agli attentati recenti alle ferrovie, Piantedosi ha chiarito che le indagini sono attualmente in corso e che agire su infrastrutture critiche può comportare seri rischi, tra cui il rischio di deragliamenti. “Questo è un tema che alcuni di questi individui sembrano perseguire attivamente”, ha affermato. Negli ultimi tre anni, si è assistito a una crescita preoccupante di tali fenomeni, che lasciano intravedere una possibile regia comune dietro a questi attacchi. Piantedosi ha avvertito che, sebbene le indagini non abbiano ancora fornito prove definitive di un’unica regia, i segnali di convergenza verso un obiettivo comune sono evidenti.
Il ministro ha descritto come l’obiettivo di alcuni gruppi possa essere quello di giungere a una “resa dei conti” con lo stato democratico, mirando a destabilizzare il governo Meloni. “Questo è ciò di cui ho parlato anche in Parlamento”, ha rivelato. Allargando lo sguardo a un recente evento a Torino, ha osservato che la manifestazione ha coinvolto circa 20.000 persone. “È innegabile che alcuni di questi individui hanno coperto i criminali. Le immagini sono inequivocabili e documentate”, ha affermato, riferendosi alla turbolenza che ha caratterizzato la parte finale della manifestazione.