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Fiducia dei magistrati sul sì contro Gratteri: FdI in azione al Csm e richieste di disciplina per Nordio

La Polemica sul Referendum Giustizia: Gratteri nel Mirino

La controversia sulle affermazioni del Procuratore di Napoli, Nicola Gratteri, continua a infiammare il dibattito politico. In un’intervista recente, Gratteri ha dichiarato che a votare a favore del sì nel referendum sulla giustizia saranno “*indagati, imputati e massoneria deviata*”. Queste parole hanno innescato una reazione a catena, con molti esponenti del governo e di partiti di centrodestra che non si sono risparmiati di attaccarlo. La tensione è aumentata inoltre a causa di un comunicato firmato da 51 magistrati, che hanno espresso il loro disappunto per “*l’assordante silenzio dell’Anm*” e si sono scusati con i cittadini per le dichiarazioni del Procuratore, arrivando a chiedere, con fare provocatorio, di essere indagati dallo stesso Gratteri.

Reazioni Ministeriali e Tattiche Elettorali

I membri del governo non hanno tardato a rispondere. Il ministro della Difesa, Guido Crosetto, ha affermato che “Gratteri questa volta è indifendibile”, mentre il vicepremier Matteo Salvini ha denunciato gli “*insulti a casaccio*” e ha chiesto delle scuse ufficiali. Le parole più incisive sono però promanate dal ministro Paolo Zangrillo, che ha sollevato interrogativi sull’idoneità di Gratteri a ricoprire il suo attuale incarico. Anche il portavoce del Comitato ‘Sì riforma’, Alessandro Sallusti, ha proposto un “*test psicoattitudinale*” per il magistrato, suggerendo un controllo delle sue condizioni mentali al momento delle dichiarazioni.

La Campagna Elettorale in Corso e le Posizioni Contrapposte

Nel frattempo, il centrodestra ha accelerato la macchina della campagna referendaria, con Fratelli d’Italia che sta preparando una strategia di mobilitazione e eventi, tra cui uno previsto a Milano. Arianna Meloni ha sottolineato l’importanza di essere “*tra la gente*”, mentre i vertici di Forza Italia hanno esortato a evitare scontri diretti con i magistrati, suggerendo di concentrarsi sui contenuti del referendum. D’altra parte, il fronte del no continua a organizzarsi, con la segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein, e il leader dei 5 Stelle, Giuseppe Conte, che intensificano i loro impegni sul territorio per contrastare ciò che definiscono un attacco alla Costituzione.

In questo clima di alta tensione, le manifestazioni di dissenso e convergenza si intensificano in vista del referendum e i temi legati alla giustizia rimangono centrali nel dibattito pubblico.