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Trapianto di cuore per il bimbo di Napoli: contrasti tra la famiglia e l’ospedale su ultime decisioni mediche

È in corso un disperato tentativo, sia in Italia che all’estero, di trovare un nuovo cuore per un bambino di soli due anni, il quale, dopo un complicato intervento di trapianto a dicembre, ha visto le sue condizioni drasticamente deteriorarsi. Secondo i medici del Bambin Gesù di Roma, consultati per un secondo parere, le sue attuali condizioni cliniche non sarebbero favorevoli per affrontare un ulteriore intervento. Questo ha sollevato grande ansia nel nucleo familiare e tra i sanitari coinvolti nella sua cura.

La situazione critica del piccolo paziente

Il bambino è in coma farmacologico e dipende da una macchina Ecmo che sostiene le funzioni cardiache e polmonari, mentre gli altri organi sembrano avviarsi verso un ulteriore peggioramento. I medici dell’ospedale Monaldi di Napoli, dove il piccolo è stato operato, lo hanno ancora mantenuto nella lista dei trapianti, evidenziando che persistono alcuni parametri clinici che potrebbero giustificare un tentativo di intervento.

Inchiesta e interrogativi sul trapianto

La famiglia del bambino ha presentato un esposto alla procura di Napoli, che ha avviato un’inchiesta su eventuali responsabilità dopo il trapianto fallito. Sei medici dell’ospedale sono stati iscritti nel registro degli indagati per lesioni colpose. I legali della famiglia mettono in discussione le modalità di trasporto dell’organo e chiedono spiegazioni su come sia stato gestito l’intervento. Sembra che il cuore sia stato refrigerato con ghiaccio secco anziché il ghiaccio tradizionale, cosa che potrebbe aver influito sul suo stato di salute al momento dell’impianto.

Il supporto della comunità e della politica

Patrizia Mercolino, la madre del bimbo, si è mostrata determinata: “È un guerriero e io non mollo. Dobbiamo avere un nuovo cuore per riportarlo a casa”. Ha ricevuto il supporto del cardinale Domenico Battaglia, in un momento difficile lontano da occhi indiscreti. Il governatore della Campania, Roberto Fico, e il ministro della Salute, Orazio Schillaci, hanno entrambi espresso solidarietà e l’impegno a fare chiarezza su questa tragica vicenda.