
Un episodio drammatico ha avuto luogo a Milano, dove **Oksana Murasova**, una donna lituana di 39 anni, è stata denunciata per lesioni aggravate dopo aver accoltellato il suo compagno di 50 anni. Le autorità giudiziarie hanno preso in considerazione l’ipotesi di legittima difesa in seguito alle dichiarazioni della donna.
Durante un violento confronto, **Oksana ha riferito** agli agenti di polizia che il compagno l’avrebbe colpita ripetutamente con **pugni**. In una giustificazione disperata, la donna ha spiegato di essere fuggita, ma di essere stata raggiunta e bloccata dal compagno. In quel frangente, ha afferrato un coltello da cucina e, in un atto di autodifesa, lo ha colpito. Il ferito è stato trasportato all’ospedale Niguarda, dove ha ricevuto una prognosi di trenta giorni, prima di dimettersi volontariamente.
La storia di Oksana Murasova si complica ulteriormente se si esaminano i suoi **precedenti penali**. In passato, era già stata implicata in un omicidio, avvenuto sempre a Milano, dove fu condannata per aver ucciso il suo ex compagno, **Bilous Ruslan**, di 31 anni. Oksana ha scontato otto anni di reclusione per quel crimine.
Inoltre, già lo scorso 27 novembre, le forze dell’ordine erano intervenute presso l’abitazione della coppia attivando un **codice rosso**, ma in quell’occasione la donna aveva scelto di non sporgere denuncia. Questi eventi sollevano interrogativi sul **circuito della violenza domestica** e sull’importanza di misure preventive e di supporto per chi vive situazioni simili.
Questo nuovo episodio di violenza domestica mette in luce la gravità della **situazione** e la necessità di un intervento costante da parte delle istituzioni per garantire la sicurezza delle persone coinvolte in dinamiche così complesse e pericolose.