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Credito d’imposta carta sospeso: tensioni tra editori e governo, proroghe bonus giovani e Zes, e misure per le donne

Niente Proroga per il Credito di Imposta sulla Carta: La Reazione degli Editori

Il Governo Rifiuta la Richiesta di Sostenere il Settore Editoriale

Il credito di imposta per la carta non vedrà una proroga, nonostante i ripetuti appelli degli editori verso il governo. L’idea che una misura potesse emergere dal decreto milleproroghe è ormai caduta, lasciando il settore editoriale in una situazione difficile. La Federazione Italiana Editori Giornali (Fieg) non risparmia critiche: “Manca la volontà di sostenere un comparto fondamentale”, ha dichiarato il presidente Andrea Riffeser Monti, esprimendo rammarico per l’esito finale del decreto.

Le Immissioni Normative e le Reazioni Politiche

Il clima di tensione si è intensificato con le modifiche apportate ai decreti in commissione Affari costituzionali e Bilancio della Camera. Sebbene fossero stati presentati emendamenti per estendere il credito di imposta anche a periodi futuri (2026-2028), il testo finale prevede solo il rimborso a Poste Italiane per beni editoriali. Il governo, colpito da queste accuse, ha replicato attraverso il sottosegretario all’Editoria Alberto Barachini, il quale ha ricordato le “misure straordinarie per oltre 120 milioni” già messe in campo per sostenere l’ecosistema informativo nazionale.

Un Futuro Incerto per il Settore Editoriale

Anche il sindacato dei giornalisti ha alzato la voce, chiedendo un incremento del finanziamento nel settore informativo. La segretaria dell’Fnsi, Alessandra Costante, ha sottolineato che “l’informazione va finanziata di più, non di meno”, evidenziando che la spesa pubblica deve essere gestita in modo responsabile. D’altro canto, i membri della maggioranza si dichiarano fiduciosi riguardo a una futura legge delega per la riforma dell’editoria, preparata dal presidente della commissione Editoria e Cultura della Camera Federico Mollicone (FdI).

Nel frattempo, il decreto Milleproroghe si appresta a essere discusso nell’Aula della Camera. Tra le altre decisioni, si prevede una proroga per i bonus occupazionali e si conferma anche un ridimensionamento dei fondi destinati ai CAF, che ha suscitato polemiche nel Partito Democratico.