
Meloni e la frustrazione per i limiti giudiziari
Giorgia Meloni sembra non perdere occasione per attribuire ai giudici la responsabilità di ogni ostacolo che si frappone tra le sue promesse politiche e la loro realizzazione. A suo avviso, **le decisioni della magistratura** sarebbero il motivo principale per cui alcune riforme o iniziative non riescono a vedere la luce, creando un clima di frustrazione e scontento. Questa narrazione è stata recentemente rafforzata dalla segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein, nel corso di un’intervista a Dritto e Rovescio su Rete 4.
Un esempio emblematico è il centro realizzato in Albania, dichiarato dalla corte internazionale non utilizzabile nella modalità prevista. **Schlein ha evidenziato** come la responsabilità non possa ricadere sui giudici, ma piuttosto sulle scelte legislative e progettuali del governo. “Se il progetto presentato non è conforme alle norme, è un problema di chi lo ha concepito, non di chi lo giudica”, ha detto la segretaria del PD, rispondendo a chi sostiene la tesi di Meloni.
Inoltre, Schlein ha citato la questione del famoso Ponte, sul quale il governo ha concentrato molte delle sue risorse e attenzioni. Qui, la Corte dei Conti ha sollevato diverse problematiche, mettendo in discussione la gestione e l’assegnazione dei fondi. **L’osservazione della Corte** serve a ricordare che le leggi devono essere scritte e applicate con competenza e chiarezza. In questo contesto, Meloni potrebbe sentirsi frustrata, ma come sottolineato dalla Schlein, **non può addossare la colpa ai giudici** per le incertezze legislative.”.