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Meloni sostiene le parole di Mattarella sul Csm: tensione crescente tra governo e opposizioni in contesto istituzionale

Meloni risponde alle critiche: “Nessuno scontro con il Capo dello Stato”

In risposta alle accuse lanciate dalle forze di opposizione riguardo a presunti conflitti istituzionali e alla sua presunta ostilità verso il Presidente della Repubblica, Giorgia Meloni ha voluto chiarire la sua posizione. Intervenendo in un’intervista su SkyTg24, la presidente del Consiglio ha elogiato Sergio Mattarella, affermando di condividere completamente le sue osservazioni sul rispetto tra le istituzioni. “Non l’ho contattato in queste ore, ma ho trovato le sue parole molto appropriate”, ha dichiarato Meloni, sottolineando che è fondamentale garantire l’autonomia del Csm da qualsiasi interferenza politica.

La polemica con il ministro Nordio e le critiche del Pd

Il riconoscimento al Capo dello Stato pare rappresentare una velata critica verso il Ministro della Giustizia Carlo Nordio, che nei giorni scorsi aveva acceso i toni politici con le sue dichiarazioni sul Csm, paragonandolo a “un meccanismo paramafioso”. Il giorno seguente, Mattarella, parlando al plenum del Csm, ha sollecitato un maggior rispetto tra le istituzioni. Anche se Meloni non ha menzionato direttamente Nordio durante l’intervista, ha accusato le opposizioni, in particolare il Pd, di cercare di trascinare la campagna elettorale in una spirale di attacchi e polemiche profonde. A suo avviso, questi tentativi sono motivati da una difficoltà a opporsi a una riforma che in passato era stata sostenuta anche da chi ora critica il governo.

Il Pd contro Meloni: la crisi istituzionale non è chiusa

La reazione del Partito Democratico è stata immediata. La responsabile Giustizia del partito, Debora Serracchiani, ha sostenuto che è Meloni ad essere chiamata a calmare le acque, rispettando il richiamo di Mattarella. Ha inoltre sottolineato come la premier, con i suoi attacchi alla magistratura, mostrasse indifferenza nei confronti del Capo dello Stato. Nel frattempo, il presidente del M5s, Giuseppe Conte, ha accusato il governo di tentare di “inquinare” la campagna referendaria, che si avvicina, affermando che gli italiani non devono farsi ingannare dalla propaganda governativa. Nonostante queste tensioni, Meloni ha ribadito che il voto del 22 e 23 marzo riguarderà esclusivamente questioni di giustizia e non avrà ripercussioni sul governo.