
Il lavoro svolto dalla Santa Sede viene riconosciuto come essenziale, in quanto continua a mantenere spazi di ascolto e fiducia, soprattutto in un contesto internazionale dove prevalgono le tensioni e gli scontri. L’ambasciatore russo presso la Santa Sede, Ivan Soltanovsky, ha messo in evidenza l’importanza di queste attività, affermando che la Santa Sede contribuisce in modo significativo a ricostruire la fiducia tra le parti coinvolte nel conflitto.
Un aspetto particolarmente rilevante sottolineato da Soltanovsky è il ruolo attivo del cardinale Matteo Zuppi, il quale ha compiuto due missioni a Mosca e ha promosso iniziative umanitarie. L’ambasciatore ha elogiato l’impegno creativo di Zuppi nel trattare questioni complesse e nel mantenere vivi i canali di comunicazione. La diplomazia della Santa Sede, secondo Soltanovsky, ha avuto un impatto positivo sui risultati delle trattative tra Russia e Ucraina, specialmente riguardo agli aiuti umanitari.
Inoltre, l’ambasciatore mette in chiaro che la via per la pace non è scontata. Serve l’impegno di tutte le persone di buona volontà per percorrere un cammino lungo e fragile, ma che è fondamentale per garantire un futuro dignitoso per l’Europa e per tutte le vittime del conflitto. Soltanovsky avverte che un semplice cessate il fuoco non è sufficiente; è cruciale affrontare le cause profonde del conflitto per evitare che si ripresenti. La storia recente dimostra che, senza garanzie e un sistema di verifica, una pausa delle ostilità può facilmente trasformarsi in una nuova fase di violenza.
Infine, il diplomatico ha evidenziato le difficoltà che ostacolano la ricerca di una soluzione pacifica, in particolare per quanto riguarda la situazione della popolazione russofona in Ucraina, già compromessa da questioni linguistiche, scolastiche e religiose.