
La trattativa per modificare la legge elettorale si avvia verso la conclusione, ma non senza difficoltà. I dettagli sono stati motivo di un’attenzione particolare, alimentando un clima di tensione che ha quasi fatto saltare l’accordo. Tuttavia, il centrodestra, sotto la guida di Giorgia Meloni, si è deciso a presentare una proposta di riforma del Rosatellum sia alla Camera che al Senato. L’intento è quello di garantire la “governabilità” attraverso l’adozione di un premio di maggioranza fino al 60% dei seggi, mirando a stabilizzare la maggioranza parlamentare.
Nonostante questa iniziativa, il Partito Democratico ha già bocciato la proposta, definendola “irricevibile” e “inaccettabile”, e criticando soprattutto l’alleata +Europa, che ha parlato di legge “truffa” e “piena di schifezze”. I leader di opposizione, tra cui Giuseppe Conte e Matteo Renzi, sottolineano che esistono priorità ben più urgenti, come la questione del salario minimo. Anche all’interno del centrodestra, ci sono stati dissensi sulle preferenze elettorali, che sono state oggetto di accese discussioni e che, alla fine, non sono state incluse nella riforma proposta.
L’iter per l’approvazione del nuovo sistema di voto dovrebbe iniziare alla Camera, pur con qualche complicazione. Nonostante il lavoro dei capigruppo, alcuni membri del centrodestra hanno richiesto ulteriori riflessioni sul testo finale prima di apporre la loro firma. La riforma, che prevede un sistema proporzionale con un premio di governabilità per chi ottiene oltre il 40% dei voti, è finalmente stata presentata, mentre la Premier Meloni era in riunione con il presidente di Cipro. La volontà del centrodestra è chiara: l’obiettivo è approvare la riforma prima della pausa estiva. Donzelli, di Fratelli d’Italia, ha garantito il dialogo con le opposizioni per migliorare il testo, pianificando incontri per la settimana successiva.