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Italiani Scomparsi in Messico: Onu Esige Risposte e Verità per le Famiglie entro Giugno

È trascorso un lungo lasso di tempo da quando tre italiani, il napoletano Raffaele Russo (60 anni), suo figlio Antonio Russo (25) e il nipote Vincenzo Cimmino (29), sono scomparsi in Messico, più precisamente a Tecalitlán, nello stato di Jalisco, il 31 gennaio 2018. A confermarlo è il Comitato delle Nazioni Unite contro la Sparizione Forzata (Ced), che ha deciso di mantenere aperto il caso, sottoponendolo a monitoraggio internazionale.

Richiesta di risposte al governo messicano

In una recente comunicazione, l’Onu ha intimato allo Stato messicano di presentare risposte dettagliate entro il 3 giugno e di elaborare un piano d’azione chiaro per la ricerca e l’investigazione. Questo è il frutto di una relazione inviata nei mesi scorsi da Claudio Falleti, avvocato dello Studio legale Falleti & Partners, e dalla collega Griselda Herrera, che hanno voluto porre l’accento sulle modalità di conduzione delle indagini dopo le condanne già emesse.

Preoccupazione per la mancanza di progressi nelle indagini

Nel documento ufficiale datato 3 marzo, l’Onu ha manifestato grande preoccupazione per la sorte dei tre italiani e ha sottolineato l’assenza di una strategia investigativa continua e strutturata, in particolare dopo il 2023. Il Comitato ha sollecitato ulteriori approfondimenti su possibili coinvolgimenti di agenti statali e collegamenti con il cartello Jalisco Nueva Generación, nonché un chiarimento sulla scomparsa di materiali audio forniti dai familiari.

Il diritto alla verità e il coinvolgimento delle famiglie

Secondo l’avvocato Falleti, non si tratta solo delle indagini processuali in corso: sebbene alcune condanne siano state emesse nei confronti di poliziotti, il diritto alla verità rimane in gran parte insoddisfatto. Inoltre, i familiari delle vittime non hanno ricevuto aggiornamenti sistematici né sono stati coinvolti adeguatamente nelle varie fasi del processo. Falleti ha fatto un appello affinché le autorità italiane, informate di questo nuovo sviluppo da parte delle Nazioni Unite, stabiliscano un dialogo con i colleghi messicani per ottenere risposte chiare e trasparenti. La difesa, infatti, ribadisce che il caso non potrà essere archiviato finché non venga accertata la sorte dei tre italiani scomparsi.