
Il panorama quotidiano degli ebrei in Italia è caratterizzato da controlli e misure di sicurezza, che accompagnano gli individui dall’asilo fino all’università. A mettere in evidenza questa realtà è stata Livia Ottolenghi, presidente dell’Unione delle comunità ebraiche italiane, durante la sua prima conferenza stampa. Ottolenghi ha sottolineato la difficoltà di vivere serenamente come ebrei in Italia, affermando: “Non viviamo bene, e in parte grazie all’intervento delle forze dell’ordine”.
Negli ultimi due anni, è emersa una significativa escalation degli episodi di antisemitismo nel Paese. Secondo l’Ucei, dal 2022 si è registrato un aumento del 400% dei casi di antisemitismo, e solo nell’ultimo anno, i comportamenti ostili hanno visto un picco del 200% per quanto riguarda atti materiali contro individui e beni. Situazioni di aggressione e violenza hanno preso piede, come dimostrano gli scontri a Milano e l’incendio di una sinagoga a Liegi. Ottolenghi ha espresso la necessità di una risposta immediata da parte della società e delle istituzioni.
Un passo significativo in ambito politico è stato l’approvazione di un disegno di legge contro l’antisemitismo al Senato. Ottolenghi ha definito questa iniziativa come fondamentale, affermando che risponde a una necessità reale. Tuttavia, la leader delle comunità ha anche espresso rammarico per le astensioni e i voti contrari, segno che la strada da percorrere è ancora lunga. L’attenzione si è poi spostata su questioni internazionali, in particolare sulla situazione in Iran, che genera preoccupazione e richiede di essere monitorata attentamente.
In sintesi, la nuova presidente dell’Ucei ha delineato un quadro complesso e sfidante, chiedendo a tutti di lavorare insieme per contrastare l’antisemitismo e promuovere il benessere delle comunità ebraiche in Italia.