
Nel contesto delle recenti proposte di revisione della Costituzione, la Corte Costituzionale, attraverso il suo presidente Giovanni Amoroso, ha riaffermato l’importanza dei principi fondamentali della nostra Carta Costituzionale. Nella sua relazione annuale relativa all’attività svolta nel 2025, Amoroso ha sottolineato che tali principi non possono essere modificati né sovvertiti, nemmeno da eventuali leggi di revisione.
Amoroso ha evidenziato che “l’irretroattività della legge penale è un vincolo di natura costituzionale” e ha fatto riferimento alla recente modifica riguardante la sospensione del processo per i minorenni, contenuta nel decreto-legge n. 123 del 2023, noto come ‘decreto Caivano’. La Corte ha stabilito che questa nuova disciplina incide in modo negativo sul regime normativo precedente, vietandone l’applicazione a fatti avvenuti prima del 15 novembre 2023, data di entrata in vigore della norma.
Un aspetto interessante emerso dalla relazione riguarda il concetto di “moniti” lanciati dalla Corte al legislatore. Secondo Amoroso, questo dialogo mira a sollecitare l’intervento del Parlamento in caso di criticità che possano configurare violazioni dei diritti costituzionali. Tuttavia, ha osservato che non sempre queste indicazioni trovano riscontro in provvedimenti legislativi efficaci. In particolare, segnala come la richiesta di una legge per regolamentare il suicidio assistito rimanga ancora senza risposta.
Infine, il presidente ha espresso preoccupazione per l’attuale contesto internazionale, in cui “l’uso della forza sembra prevalere sulle possibilità di dialogo diplomatico”. Conflitti irrisolti e un clima di instabilità perdurante mettono in discussione il ruolo dell’Unione Europea come promotrice di pace. In questo scenario, ha richiamato l’esortazione del Pontefice Leone XIV per una nuova “sussidiarietà globale”, invocando la necessità di ricostruire un’autorità mondiale che si fondi sui principi dello stato di diritto.