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Giustizia e Diritti: Il Monito del Presidente della Consulta Amoroso sul Confronto e il Fine Vita

Il presidente della Corte Costituzionale, Giovanni Amoroso, ha esortato a “riannodare i fili” dopo il recente referendum, sottolineando che i problemi della giustizia necessitano risposte urgenti. In occasione della relazione annuale sull’attività della Corte, tenutasi di fronte al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e alle principali cariche istituzionali, Amoroso ha rimarcato l’importanza del dialogo e del confronto piuttosto che della contrapposizione per affrontare le criticità del sistema giuridico.

Rapporto e dialogo tra Corte e legislatore

Durante il suo intervento, il presidente della Consulta ha ripercorso l’attività della Corte nel corso del 2025, evidenziando come questa rimanga fedele ai principi “fondamentali” della Costituzione. Secondo Amoroso, tali principi non possono essere sovvertiti o alterati, neanche da modifiche legislative o revisioni costituzionali. Ha anche parlato delle sentenze “monito” emesse dalla Corte, che, sebbene servano a stimolare l’intervento del legislatore in specifiche questioni problematiche, spesso non portano a un’effettiva revisione delle leggi da parte del Parlamento.

Appello alle istituzioni e nomine dei giudici

Amoroso ha fatto riferimento alle questioni del fine vita e ha sottolineato che il sollecito per l’introduzione di una legge sul suicidio assistito è rimasto inascoltato. Per il prossimo anno, la Corte ha emesso un totale di 219 sentenze, di cui 160 relative a giudizi incidentali. Inoltre, ha sottolineato l’importanza della diversità professionale dei giudici, che contribuisce a un equilibrio durante le deliberazioni. Infine, ha fatto un appello al Parlamento: “È essentielle che le nomine dei nuovi giudici avvengano in tempi rapidi”, ricordando i rischi di paralisi che potrebbero derivare da una mancanza di giudici nel collegio della Corte.