
Durante la celebrazione della messa a Kimbala, il Papa ha toccato temi profondi e delicati, evidenziando le ferite ancora visibili dell’Angola, un Paese segnato dal passato della guerra civile e dalla persistente disuguaglianza sociale. Il Pontefice ha sollecitato una riflessione sulle divisioni storiche che continuano a influenzare la società angolana e sulla necessità di affrontare le ingiustizie economiche.
Papa Francesco ha richiamato l’importanza di una Chiesa che si faccia presente nel cammino del popolo angolano, pronta a raccogliere il grido di aiuto dei suoi membri. “La storia del vostro Paese e le difficoltà che ancora affrontate”, ha dichiarato, “richiedono un impegno attivo da parte della Chiesa, capace di guidare verso la riconciliazione e la guarigione delle ferite sociali”. La richiesta è di costruire un orizzonte di speranza dove la divisione e l’odio possano lasciare spazio alla gioia dell’unità e della collaborazione.
Il Papa ha esortato a porre fine alla corruzione, promuovendo una “nuova cultura della giustizia e della condivisione”. Ha invitato i presenti a lavorare instancabilmente per costruire un futuro dove le risorse del Paese possano essere equamente distribuite tra tutti i cittadini, dissipando il malcontento che deriva dalle disparità economiche. Affinché l’Angola possa prosperare, è necessario che vengano superate le divisioni di un passato doloroso, facendo emergere una comunità unita e solidale.
In conclusione, il messaggio del Papa ha risuonato come un invito alla speranza, enfatizzando la responsabilità collettiva di ogni angolano nel costruire una società giusta e inclusiva, dove le cicatrici del passato non siano più un ostacolo, ma una spinta alla rinascita.