
Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha commemorato il 25 aprile rendendo omaggio al milite ignoto e a tutti coloro che hanno sacrificato la propria vita per la liberazione d’Italia. La cerimonia si è svolta all’Altare della Patria, dove Mattarella ha deposto una corona d’alloro. In questa occasione, il Capo dello Stato è stato accompagnato dalla premier Giorgia Meloni e dai presidenti delle camere, Ignazio La Russa e Lorenzo Fontana. Presenti anche illustri rappresentanti delle forze armate e delle associazioni combattentistiche.
Dopo la cerimonia, Mattarella si è spostato a San Severino Marche, accolto dalla sindaca Rosa Piermattei e dal ministro della Difesa, Guido Crosetto. Qui, ha rivolto un importante discorso, citando lo scrittore William Faulkner e sottolineando che “il passato non è mai morto, non è neanche passato”. Il presidente ha evocato la necessità di ricordare gli orrori del fascismo e del nazismo, affermando che l’essenza della Resistenza è l’invocazione della pace per tutti i popoli.
“Facciamo memoria del 25 aprile non come un rituale celebrativo, ma come espressione di amore per la Patria”, ha detto Mattarella, riscuotendo un caloroso applauso dal pubblico presenti. Questo evento si è inserito all’interno di un programma di celebrazioni che ha visto San Severino Marche come fulcro delle commemorazioni nazionali.
Numerosi interventi istituzionali hanno caratterizzato questa giornata. La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha evidenziato l’importanza di ricordare la sconfitta dell’oppressione fascista, mentre il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, ha ribadito la necessità di condannare il nazifascismo. Anche il presidente della Camera, Lorenzo Fontana, ha ricordato l’importanza della libertà da custodire quotidianamente. In questo anno, i discorsi degli esponenti politici hanno messo in luce l’urgenza di preservare i valori democratici in un contesto geopolitico complesso.
Infine, Mattarella ha richiamato l’importanza della pace in un’epoca in cui si avvertono minacce alle democrazie nel mondo, sottolineando che la libertà e la sicurezza sono inseparabili. La celebrazione del 25 aprile non è solo una questione di ricordo, ma un impegno a difendere i diritti e i valori fondamentali della Repubblica.