
I margini disponibili per gestire il debito pubblico sono limitati, non solo a causa delle normative europee, ma anche per l’urgenza di posizionare il debito rispetto al prodotto interno lordo su una traiettoria in diminuzione. Secondo le previsioni del Documento di economia e finanza (Def), questo trend positivo potrebbe concretizzarsi nel 2027. Un simile scenario rappresenterebbe un segnale di fiducia fondamentale sia per i risparmiatori sia per la percezione internazionale del nostro paese sui mercati finanziari. È quanto ha affermato Andrea Brandolini, responsabile del dipartimento Economia e statistica della Banca d’Italia, durante un’audizione sul Def.
In un contesto economico sfavorevole, sarà cruciale “sostenere i redditi familiari e garantire la liquidità delle aziende”, sebbene il rispetto delle normative europee limiti le possibilità di manovra fiscale. La Corte dei Conti, sempre durante l’audizione sul Def, ha ribadito l’importanza di mantenere un saldo rigoroso dei conti pubblici, insistendo su una selezione attenta delle priorità di spesa. I magistrati contabili hanno evidenziato come la restrizione dei margini di bilancio richiederà una chiara definizione delle priorità, inclusi eventuali aumenti per specifici settori, come quello della difesa.
Il processo di verifica dei dati di finanza pubblica, gestito dall’ISTAT, si svolge secondo modalità stabilite dalle normative europee. Il presidente dell’ISTAT, Francesco Maria Chelli, ha chiarito che il monitoraggio avviene con cadenza semestrale, coordinato da Eurostat. Anche se l’ISTAT mantiene un ruolo autonomo nella qualità dei dati, è responsabile anche della sintesi tra le varie istituzioni nazionali coinvolte nella produzione di informazioni finanziarie, come la Banca d’Italia e il Ministero dell’Economia e delle Finanze. Questa funzione è essenziale per garantire coerenza tra le diverse fonti informative nazionali.