
In un recente incontro alla Camera, Chiara Balistreri, giovane influencer di 23 anni, ha condiviso la sua toccante esperienza di violenza subita, sottolineando una realtà inquietante per molte donne: denunciare non significa automaticamente ricevere supporto e protezione. “Ci dicono di denunciare ma nessuno spiega che cosa accade dopo. Nel mio caso, la denuncia ha portato all’arrivo di minacce di morte”, ha dichiarato Chiara, evidenziando l’urgente necessità di informare e supportare le vittime.
Balistreri ha intrapreso un percorso di sensibilizzazione, dedicandosi in particolare agli studenti nelle scuole, per aiutare le donne a non sentirsi sole nella loro battaglia contro la violenza. “Vogliamo spiegare a chi ha subito violenze cosa aspettarsi: la mia esperienza dopo la denuncia è stata un incubo,” ha continuato. Le sue parole esprimono un dolore che va oltre la violenza fisica, toccando anche le ferite emotive e psicologiche che possono derivarne.
Il suo ex compagno, condannato per maltrattamenti e lesioni, inizialmente aveva ricevuto una pena di sei anni e tre mesi. Tuttavia, in Appello, la sentenza è stata ridotta a cinque anni e nove mesi. Il 13 aprile scorso, Chiara ha annunciato sui suoi profili social la scarcerazione dell’ex, che ora sta scontando la pena agli arresti domiciliari. Questo sviluppo ha sollevato interrogativi e preoccupazioni su come la giustizia spesso non accordi alle vittime la protezione di cui hanno bisogno.
Le parole di Chiara Balistreri riaccendono l’attenzione sulla necessità di un sostegno più robusto per le donne che decidono di fare il passo cruciale della denuncia, affinché non si trovino a combattere da sole in un sistema che spesso sembra abbandonarle.