
Il presidente della Fondazione La Biennale di Venezia, Pietrangelo Buttafuoco, ha finalmente preso la parola nel contesto di crescenti tensioni e proteste. A due giorni dall’apertura della 61a Esposizione d’Arte, fissata per il 9 maggio, Buttafuoco ha sottolineato la necessità di “continuare il cammino con audacia e libertà”, richiamando le parole del presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
Durante una conferenza stampa che ha suscitato applausi prolungati, il presidente ha ribadito l’importanza di perseguire la libertà nella creatività artistica, affermando: “Andare avanti, avere audacia, sviluppare in libertà i vostri progetti.” Buttafuoco ha anche espresso gratitudine nei confronti del ministro della Cultura Alessandro Giuli, il quale ha contestato l’inclusione della Russia e ha effettuato un ispettorato ministeriale. Il supporto di Giorgia Meloni, presidente del Consiglio, è stato menzionato, poiché, pur avendo disapprovato la presenza del Padiglione russo, ha garantito l’autonomia della Biennale.
Le contestazioni non si sono fatte attendere, con un sit-in organizzato dalle Pussy Riot e dalle Femen che hanno fatto sentire la loro voce davanti al Padiglione russo. Ma non è solo la Russia a essere sotto osservazione: anche la presenza del Padiglione israeliano è stata messa in discussione, con circa 200 manifestanti che hanno esposto striscioni durante un’azione di protesta.
Buttafuoco ha precisato che la Biennale non è un “tribunale” e ha invitato a non limitarsi a giudizi affrettati, affermando che “qui l’unico veto è l’esclusione preventiva”. La preoccupazione per la censura anticipata è palpabile, e l’artista ha invocato la necessità di mantenere il dialogo aperto, piuttosto che fermarsi sulle polemiche. Tuttavia, l’assenza di alcune figure di rilievo, come il regista russo Alexander Sokurov e la scrittrice palestinese Suad Amiry, complica ulteriormente il quadro.
Anche i commenti politici sono stati accesi, con esponenti di varie fazioni che hanno criticato o sostenuto le decisioni inerenti alla Biennale. La tensione continuerà sicuramente a crescere nei prossimi giorni, mentre artisti e manifestanti si preparano a far sentire le proprie voci in un contesto in cui l’arte e la politica si intrecciano in modo indissolubile.