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Approvato il Decreto Ponte: 160 Voti Favorvoli per il Collegamento sullo Stretto dopo il Parere della Corte dei Conti

Il Ponte sullo Stretto di Messina: Approvato il Decreto che Sblocca i Lavori

Il via libera della Camera

Il decreto riguardante la costruzione del Ponte sullo Stretto di Messina ha ottenuto l’approvazione definitiva da parte della Camera dei Deputati, con un totale di 160 voti favorevoli, 110 contrari e 7 astenuti. Questa approvazione segna un passo significativo nel processo di realizzazione del progetto, dopo le critiche sollevate dalla Corte dei Conti, che aveva respinto la precedente delibera di approvazione del progetto definitivo.

Compiti e aggiornamenti per il Ministero delle Infrastrutture

Il nuovo decreto assegna al Ministero delle Infrastrutture la responsabilità di portare a termine le necessarie modifiche al piano economico-finanziario della società concessionaria. Il ministero dovrà anche ottenere i pareri tecnici richiesti e assicurarsi che vengano effettuate tutte le verifiche ambientali, interagendo con la Commissione europea.

Inoltre, il decreto prevede che l’amministratore delegato di RFI venga nominato commissario straordinario per gestire gli interventi infrastrutturali ferroviari complementari al Ponte. Questo commissario opererà avvalendosi dei poteri concessi dalla legge “Sblocca cantieri”, che consente di bypassare alcune normative sui contratti pubblici. Le risorse totali destinate a quest’opera ammontano a 14,442 miliardi di euro, con un riposizionamento di 2,787 miliardi dal periodo 2026-2029 a quello di 2030-2034.

Le reazioni politiche al provvedimento

Durante il dibattito, il provvedimento ha suscitato forti contrasti tra le forze politiche. Il centrosinistra ha espresso contrarietà, mentre la maggioranza ha sostenuto la sua importanza per lo sviluppo delle infrastrutture. Nicola Fratoianni di Alleanza Verdi e Sinistra ha messo in evidenza come il Ponte rappresenti una risposta ideologica a problematiche strutturali del Sud, mentre il deputato Aldo Mattia di Fratelli d’Italia ha difeso il provvedimento come essenziale per l’ammodernamento delle infrastrutture e la creazione di posti di lavoro, sottolineando che dietro ad ogni opera ci sono professionisti e lavoratori coinvolti.