
Via libera del Senato alla riforma dello Statuto d’autonomia del Trentino Alto Adige
Con un totale di 129 voti favorevoli, senza opposizioni e con 48 astenuti, il Senato ha approvato in via definitiva la riforma costituzionale riguardante lo statuto d’autonomia del Trentino Alto Adige. Questo passo importante era stato avviato meno di un anno fa, quando il Consiglio dei ministri aveva dato il proprio consenso, attivando il percorso di doppia lettura nelle due stanze del Parlamento.
“Oggi completiamo un progetto che le Province autonome aspettavano da tempo”, ha dichiarato il ministro Roberto Calderoli subito dopo l’approvazione. Ha inoltre evidenziato come questo percorso fosse atteso da anni e mai realizzato prima: “A ottobre 2023, insieme alla presidente Meloni, abbiamo iniziato questo cammino e oggi la riforma dello Statuto è finalmente una realtà”. Calderoli ha sottolineato che il risultato ottenuto rappresenta non solo il frutto di un lavoro collettivo, ma anche una vera e propria vittoria per l’autonomia nella sua forma più autentica.
La riforma, fortemente voluta dai presidenti delle province, Arno Kompatscher e Maurizio Fugatti, stabilisce nuovi fondamenti per l’autonomia del territorio. Tra le novità spicca l’eliminazione di alcune limitazioni alla legislazione autonoma, con la definizione di competenze legislative “esclusive” per Alto Adige e Trentino. Inoltre, viene introdotta una nuova competenza relativa alla tutela ambientale e alla gestione della fauna selvatica. Fugatti ha espresso che “il vero lavoro inizia ora”, riferendosi all’impegno dell’Amministrazione provinciale nel tradurre queste nuove opportunità in migliorie concrete per cittadini e territorio.
Tuttavia, il partito Süd-Tiroler Freiheit, rappresentante della comunità di lingua tedesca, ha espresso critiche, definendo la riforma come “concessioni pericolose” piuttosto che autentici miglioramenti, rompendo così l’unanimità dei consensi che ha caratterizzato il dibattito politico.