
Giorgia Meloni si è presentata al Senato con l’intento di mantenere le “porte aperte” al dialogo, ma come spesso accade, ha dovuto fronteggiare un vivace scontro con le opposizioni. Il presidente del Consiglio ha risposto direttamente alle “accuse e agli insulti” provenienti dalle forze di minoranza, considerandoli come uniche armi a disposizione per criticarla durante questi incontri.
Durante il suo intervento, Meloni ha affrontato vari argomenti, con un particolare affondo sul “sperpero” del Superbonus, definito un’“ipoteca” per le future amministrazioni. Nonostante i toni pacati, ha risposto con ironia alle critiche, giustificando il proprio operato alla luce della difficoltà attuale delle famiglie. A Francesco Boccia del Partito Democratico, che le chiedeva della reale condizione degli italiani, Meloni ha risposto di essere stata “anche sabato scorso” al supermercato, sostenendo che attorno al suo governo ci sia ancora “tanto affetto”.
Il momento, comunque, non è passato senza tensioni. Carlo Calenda di Azione ha sollevato la questione della necessità di un tavolo di confronto per affrontare le crisi internazionali, con Meloni che ha avvertito di dover evitare che il dialogo diventi solo una “passerella” per i partiti. Nonostante le garanzie da parte di Calenda, Meloni ha insistito sulla serietà della situazione, sottolineando che le “tensioni geopolitiche” influenzeranno la crescita economica.
Nonostante il confronto acceso con Matteo Renzi, che ha apostrofato il governo come “la famiglia Addams”, la premier ha cercato di rivendicare i risultati ottenuti, parlando di occupazione e di un aumento del potere d’acquisto, seppur lento. Meloni ha anche chiarito la sua posizione sulla pressione fiscale, sostenendo che le tasse sono diminuite grazie all’aumento del numero di contribuenti e alla lotta all’evasione. Facendo riferimento al debito pubblico, ha respinto le critiche, puntando il dito contro il Superbonus e il suo impatto sul bilancio dello Stato.