
Dopo l’inquietante episodio di violenza a Modena, il vicepremier Matteo Salvini ha rilanciato la proposta di revocare il permesso di soggiorno a chi commette reati, suscitando accese reazioni sia all’interno che all’esterno del governo. Il leader della Lega ha accusato alcuni politici di approfittare della situazione per fini elettorali, in particolare Carlo Calenda, il quale ha criticato Salvini per le sue posizioni che considera opportunistiche.
In questo clima di tensione, il vicepremier e leader di Forza Italia, Antonio Tajani, ha cercato di moderare i toni ricordando che Salim El Koudri, l’autore dell’aggressione, non era un immigrato ma un cittadino italiano, cresciuto nel nostro paese. Anche Matteo Piantedosi, ministro dell’Interno, ha sottolineato che l’incidente in questione ha più a che fare con un disagio psichiatrico che con la questione migratoria.
Da parte sua, Giorgia Meloni si è mostrata “molto colpita” dall’accaduto e ha deciso di interrompere un viaggio per recarsi a Bologna e visitare i feriti. Insieme al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, ha incontrato Luca Signorelli, l’uomo che ha avuto il coraggio di fermare l’aggressore. Meloni ha espresso il suo riconoscimento per il gesto eroico di Signorelli, sottolineando che tali atti di coraggio meritano di essere celebrati.
La proposta della Lega di un meccanismo di revoca del permesso di soggiorno, simile a una “patente a punti”, è destinata a creare ulteriori tensioni all’interno della maggioranza. Il ministro della Funzione Pubblica, Paolo Zangrillo, ha avvisato che le decisioni non possono essere influenzate dall’emotività, mentre il deputato Riccardo De Corato ha attaccato i servizi sociali di Modena, ritenendoli responsabili per l’abbandono di un individuo con problemi psichiatrici.
I partiti di opposizione hanno fatto sentire la propria voce, definendo le affermazioni di Salvini come un “sciacallaggio politico indegno”. In particolare, il Partito Democratico ha invitato a mantenere la comunità unita e solidale di fronte a eventi luttuosi. La questione dell’integrazione delle seconde generazioni, secondo Salvini, rimane aperta, con il leader leghista pronto a criticare chi non si adatta alla cultura e alle leggi italiane.