
Superbonus: il dibattito si intensifica tra accuse e difese politiche
Recentemente, l’Agenzia delle Entrate ha rivelato che ben il 33% delle domande presentate per ottenere il Superbonus risulta irregolare. Questo dato ha suscitato polemiche accese, portando alla luce una questione di dimensioni significative: il valore delle truffe legate a questo provvedimento si attesta attorno ai 20 miliardi di euro. A riaccendere il dibattito è stato Galeazzo Bignami, capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera, che ha utilizzato queste cifre per incalzare i membri del Movimento 5 Stelle, considerati i sostenitori di una misura ora discussa.
In risposta, i rappresentanti dei Cinque Stelle non si sono fatti attendere, accusando Bignami di avere utilizzato in modo strumentale i dati forniti. Aumentando le tensioni, Stefano Patuanelli, vicepresidente del M5S, ha affermato che il direttore dell’Agenzia delle Entrate, Vincenzo Carbone, ha specificato che l’impennata delle irregolarità potrebbe manifestarsi interamente nel 2025, coincidente con la fine del mandato dell’attuale governo.
Patuanelli sostiene che Carbone abbia dichiarato come, storicamente, il tasso di infedeltà fiscale si aggirasse attorno al 3% e che il picco del 33% riscontrato nel 2025 sarebbe il risultato delle politiche adottate dal governo attuale, contraddicendo le affermazioni di Bignami.
Michele Gubitosa, un altro esponente del Movimento 5 Stelle, ha accusato la destra di utilizzare il Superbonus come strumento di propaganda elettorale. Secondo lui, il governo Meloni è responsabile della gestione della misura e delle problematiche ad essa correlate.
Dall’altra parte, Mauro Malaguti di Fratelli d’Italia ha controbattuto, definendo le affermazioni dei Cinque Stelle come “mistificazioni” e cercando di ridurre il peso delle responsabilità del governo Meloni rispetto a un provvedimento che è originariamente opera del movimento stesso. Malaguti ha aggiunto che le proroghe del Superbonus erano necessarie per risolvere le situazioni di irregolarità che hanno colpito molti cittadini.