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Italia pronta a garantire la sicurezza nello Stretto di Hormuz: Cacciamine già nel Mar Rosso, Tajani conferma disponibilità e attende il via del Parlamento

Tregua in vista nello Stretto di Hormuz: l’Italia pronta a intervenire

Possibile missione di pace sotto l’egida italiana

La recente possibilità di una tregua duratura accompagna la riapertura dello Stretto di Hormuz, ponendo le basi per una missione internazionale di pace che vedrebbe l’Italia come protagonista. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha dichiarato che il nostro Paese è disposto a contribuire alle operazioni di sminamento e sicurezza nella navigazione commerciale, una volta che le ostilità tra Stati Uniti, Israele e Iran si interromperanno.

Preparativi e mobilitazione delle forze navali italiane

Il capo della Farnesina ha sottolineato come Roma sia pronta a sfruttare l’esperienza acquisita nelle precedenti missioni navali europee, tra cui la missione Aspides, dedicata a garantire il transito marittimo nel Mar Rosso. Attualmente, due cacciamine della Marina italiana, il ‘Crotone’ e il ‘Rimini’, sono già presenti nel Mar Rosso e si preparano a un eventuale trasferimento a Gibuti, dove un contingente nazionale è già operativo.

Condizioni per avviare le operazioni di sminamento

Per poter avviare una missione di sminamento a Hormuz, sarà imprescindibile il verificarsi di tre condizioni: una tregua che fermi le ostilità, un mandato internazionale e l’approvazione del Parlamento italiano. I cacciamine dovrebbero operare sotto la scorta di unità multiuso dotate di sistemi di difesa aerea, come il ‘Montecuccoli’, supportati da navi logistiche come l’‘Atlante’.

Il ministro della Difesa, Guido Crosetto, ha messo in guardia sull’importanza della sicurezza dell’operazione, evidenziando il rischio di atti ostili da parte di attori non statali, anche in un contesto di accordo tra Stati. Se tutte le condizioni necessarie dovessero realizzarsi, gli equipaggi italiani, che supererebbero le 400 unità, sarebbero pronti a collaborare con una ventina di nazioni pronte a intervenire nella delicata zona di Hormuz, dove le minacce delle mine iraniane rappresentano un serio pericolo per la navigazione.