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Riformisti Pd: Condanna a Netanyahu e Invito al Dialogo su Israele, Stop all’Antisemitismo

Il disagio del Pd e il posizionamento sulla questione israelo-palestinese

Il clima sempre più polarizzato riguardo al conflitto israelo-palestinese genera malcontento in alcune frange del Partito Democratico (Pd). Si avverte una crescente difficoltà nell’individuare una linea politica che possa equilibrare la **condanna all’invasione di Gaza** e le azioni della destra israeliana, mantenendo al contempo il **dialogo con Israele** e sostenendo la soluzione dei “due popoli, due Stati”. Questa tensione è stata al centro dell’assemblea nazionale di ‘Sinistra per Israele’, svoltasi a Milano e che ha visto la partecipazione di esponenti riformisti del Pd.

Le divergenze all’interno del Pd

Le posizioni emerse durante l’incontro milanese si discostano nettamente dalle dichiarazioni della segretaria Elly Schlein, la quale nei giorni scorsi aveva descritto Ben Gvir come “non l’eccezione, ma la regola del governo israeliano”. In contrasto, durante l’assemblea, **Benjamin Netanyahu** e la destra nazionalista israeliana sono stati criticati, senza tuttavia ridurre questa visione a una condanna totale di Israele stesso. Emanuele Fiano, presidente di Sinistra per Israele e figura di spicco del Pd, ha affermato che “quelle immagini” non rappresentano gli ideali di Israele, rimarcando la necessità di una lettura più sfumata e storicamente contestualizzata del conflitto.

Appelli alla distinzione tra governo e popolo

Durante l’incontro è intervenuta in videocollegamento Pina Picierno, vicepresidente del Parlamento europeo, che ha invitato a **non isolare Israele** malgrado le critiche al governo di Netanyahu. Ha messo in guardia contro le nuances dell’antisemitismo, affermando che il **veleno** si nasconde in frasi che iniziano con “non sono antisemita, ma…”. Luciano Belli Paci, figlio della senatrice Liliana Segre, ha inoltre sottolineato che le politiche israeliane possono riattivare forme di antisemitismo preesistente, evidenziando l’importanza di distinguere tra il governo israeliano e il **popolo** ebraico.

Tra i partecipanti c’erano anche alcuni consiglieri comunali del Pd che si erano opposti alla sospensione del gemellaggio tra Milano e Tel Aviv. Lia Quartapelle ha difeso un ruolo attivo di Milano nella promozione di una “cultura di pace”, lamentando che nel Pd ci sia un “lavoro ancora da fare” per recuperare il dialogo. A suo avviso, si sono registrati “passi indietro” rispetto al passato, quando la possibilità di mediazione era più presente nell’agenda del partito.