
La presidente della Regione Sardegna, Alessandra Todde, ha proclamato che la Sardegna “ha deciso di crescere” e di avere un ruolo attivo nelle decisioni a livello europeo e nazionale. Durante il suo intervento all’evento “Far crescere il Sud nella tempesta globale”, organizzato dall’osservatorio economico e sociale ‘Riparte l’Italia’ a Napoli, ha sottolineato l’impegno della nuova classe dirigente del Sud nell’influenzare le scelte importanti.
Todde ha evidenziato come negli ultimi due anni di mandato sia emersa una nuova generazione di leader pronti a farsi ascoltare nei tavoli decisionali. Questo cambiamento di “postura” è descritto dalla presidentessa come “più credibile” e in grado di fare la differenza nelle trattative politiche. Ha inoltre sottolineato l’importanza del dialogo continuo con le istituzioni europee, evidenziando il suo impegno personale a Bruxelles e i rapporti con figure chiave come il vicepresidente Fitto e la presidente del Comitato delle Regioni.
Uno degli argomenti centrali del suo discorso riguarda la continuità territoriale, considerata da Todde “frustrante” per via delle frequenti revisioni alle normative. “Essendo un’isola, questa è una realtà che non possiamo ignorare – ha affermato – e dobbiamo considerare il nostro legame con circa 4 milioni di sardi che vivono fuori.” Questo aspetto è cruciale per affrontare il fenomeno dello spopolamento sull’isola.
La presidentessa ha presentato alcune iniziative già implementate dalla Regione, tra cui la chiusura della programmazione dei fondi di coesione 2021-2027, che ammontano a circa 3,5 miliardi di euro, destinati a infrastrutture, gestione delle risorse idriche e abitazioni. Ha anche fatto riferimento alla “vertenza entrate”, un progetto che ha permesso di recuperare 1,4 miliardi di euro dallo Stato. Un altro progetto chiave menzionato è l’Einstein Telescope, un’infrastruttura scientifica internazionale per l’analisi delle onde gravitazionali, che rappresenterebbe un investimento trasformativo di 4 miliardi, con impatti occupazionali notevoli. Concludendo, ha insistito sulla necessità di definire una chiara politica industriale in collaborazione con il governo nazionale, in particolare per il settore dell’alluminio primario.