
Mattarella Condanna l’Escalation della Guerra in Libano
La guerra “colpisce in modo brutale e ingiusto i civili del Libano”. Con queste parole, il presidente Sergio Mattarella ha espresso la sua netta condanna all’invasione israeliana del Paese dei cedri, intervenendo in un contesto formale al Quirinale, in occasione del 2 giugno e alla presenza dei diplomatici accreditati in Italia. A un anno di distanza dalla sua scorsa denuncia delle azioni israeliane a Gaza, il presidente si dimostra ancor più preoccupato per la situazione attuale, che vede un escalation del conflitto, complicata dalla presenza dell’Iran.
Attualmente, l’Italia è attivamente coinvolta in Libano, con circa 1200 soldati impegnati in una missione di interposizione delle Nazioni Unite, che negli ultimi mesi si è rivelata impotente di fronte alla crescente violenza e talvolta addirittura oggetto di attacchi. Mattarella, riconoscendo un “caos tristemente evidente in Medio Oriente”, sottolinea come le cattive pratiche attirino sempre più seguaci, mostrando l’urgenza di una risposta diplomatica e di dialogo.
Nel suo discorso, il presidente ha ricordato i valori della Costituzione italiana, in particolare l’articolo 11, che promuove il ripudio della guerra come mezzo per risolvere le contese internazionali. Rivolgendo un appello ai presenti, incluse le rappresentanze diplomatica di Israele e Iran, ha ribadito l’importanza di sostenere il diritto internazionale e cercare soluzioni condivise per evitare una spirale di conflitto. Inoltre, ha avvertito del pericolo di rassegnarsi di fronte alle crisi globali, come l’aggressione russa in Ucraina, enfatizzando che la vera forza deve provenire dalla legge, piuttosto che dalla violenza delle armi.
In conclusione, Mattarella ha fatto appello alla diplomazia come strumento essenziale in un contesto internazionale sempre più complesso, affermando che “la vostra professionalità è cruciale per costruire legami fra i popoli e interpretare in modo profondo la realtà in cui si opera”.