
Riccardo Bossi: condanna confermata per maltrattamenti e truffa
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna a un anno e quattro mesi di reclusione per maltrattamenti nei confronti della madre a carico di Riccardo Bossi. Contestualmente è diventata definitiva la sentenza di due anni e sei mesi di carcere per aver percepito indebitamente il reddito di cittadinanza tramite attestazioni false.
Il 47enne, figlio del fondatore della Lega, non ha avuto un buon risultato giuridico in questa giornata. La settima sezione della Corte di Cassazione ha ritenuto inammissibile il ricorso presentato dalla difesa, confermando la decisione della Corte d’Appello di Milano. Nello specifico, Bossi è accusato di aver ottenuto tra il 2020 e il 2023 circa 12.800 euro di reddito di cittadinanza senza averne diritto, ricevendo un contributo mensile di 280 euro per 43 mesi, nonostante fosse già stato sfrattato per morosità.
Oltre alla pena detentiva, l’uomo dovrà restituire all’INPS una somma di 15.000 euro, riconosciuta come provvisionale durante il processo di primo grado. Riguardo alla questione dei maltrattamenti, l’atto incriminato sarebbe avvenuto nel 2016, quando Bossi avrebbe chiesto insistentemente denaro alla madre, accompagnando le sue richieste con comportamenti aggressivi. Sebbene la madre avesse dichiarato di aver perdonato il figlio e di aver ripristinato rapporti sereni con lui, la decisione della Corte d’Appello non è stata influenzata da tali circostanze. L’avvocato di Bossi, Federico Magnante, ha già annunciato l’intenzione di impugnare la sentenza in Cassazione.