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Inchiesta sulla morte avvelenata: nuovi elementi dai telefoni e scelta del legale da parte della denunciata

Nuove scoperte nell’inchiesta di Pietracatella

Negli ultimi giorni, si sono aggiunti nuovi elementi significativi nell’ambito dell’indagine riguardante il misterioso caso di Pietracatella. Secondo fonti vicine alle indagini, i dettagli emersi sono probabilmente legati alle chat reperite dai telefoni ora sotto sequestro, in particolare quelli appartenenti a **Sara Di Vita** e a sua madre **Antonella Di Ielsi**, le due donne decedute a causa di avvelenamento da ricina.

Analisi delle conversazioni cruciali

Gli investigatori stanno attualmente esaminando migliaia di conversazioni estratte dai dispositivi della famiglia Di Vita. Questo lavoro meticoloso prevede l’incrocio dei nuovi dati con le dichiarazioni raccolte dai testimoni. Gli specialisti prevedono che l’analisi porterà via diverso tempo, poiché alcune delle chat sono datate e risalgono anche a molti anni fa, complicando ulteriormente il processo. Per tale motivo, le audizioni di alcuni testimoni chiave potrebbero avvenire soltanto al termine di questa fase investigativa.

Inchiesta e nuovi sviluppi legali

La posizione di un’amica di **Antonella Di Ielsi** è attualmente sotto esame da parte delle autorità. Questa donna, denunciata dalla Squadra Mobile per favoreggiamento, è accusata di aver ostacolato le indagini poiché non ha riferito di alcune tensioni familiari che le erano state comunicate da Antonella stessa tramite WhatsApp. L’amica si è rivolta all’avvocato **Mariano Prencipe**, il quale ha dichiarato di voler attendere la pronuncia della magistratura prima di esprimere ulteriori commenti.

Nel frattempo, presso la Questura di **Campobasso**, continua il flusso di testimoni che vengono interrogati dagli inquirenti. Le scadenze per l’inchiesta si avvicinano, con la consegna dei risultati delle autopsie prevista entro la fine del mese, dopo vari rinvii.