
Una significativa riforma delle Forze Armate sta per essere presentata al Consiglio dei Ministri, con un disegno di legge atteso entro i primi di luglio. Questo primo provvedimento, che non comporta eccessivi problemi di finanziamento, ha come obiettivo principale l’ottimizzazione della struttura della difesa italiana.
Resta in sospeso, invece, il progetto di un nuovo modello di riserva volontaria, il quale potrebbe essere presentato in autunno. Questo provvedimento prevede l’incremento delle unità della riserva fino a 40.000 entro il 2033, contribuendo così a raggiungere un totale di circa 200.000 soldati nelle forze armate italiane. Tuttavia, il principale ostacolo rimane la questione delle risorse finanziarie, in particolare quelle del fondo europeo per la difesa noto come Safe. Il Ministro della Difesa, Guido Crosetto, ha riferito: “Speriamo di portare il primo ddl al più presto, poiché ha meno problematiche di copertura”.
Durante un recente question time, Crosetto ha toccato l’importanza del Safe, sottolineando che l’Italia non vi ha ancora aderito, nonostante le aspettative positive da parte del ministero. “L’adesione ci permetterebbe di anticipare investimenti che, altrimenti, dovremmo rimandare”, ha detto. Inoltre, il ministro ha chiarito di non aver assunto alcun impegno specifico con gli Stati Uniti riguardo all’acquisto congiunto di armamenti per l’Ucraina.
La bozza del provvedimento di riforma introduce anche misure innovative, come la creazione di un brevetto di ‘specialista cyber militare’ e la definizione di una catena di comando cibernetico. Un nuovo Centro interforze di addestramento sarà creato per far fronte alle minacce ibride, direttamente sotto la supervisione del Capo di Stato Maggiore della Difesa. Inoltre, saranno introdotte procedure di appalto accelerate e deroghe per mantenere la prontezza operativa, permettendo agli organi competenti di aggiudicare contratti mediante un’autocertificazione. Questo è particolarmente importante in un contesto caratterizzato da emergenze e crisi.