
La questione delle preferenze nel sistema elettorale diventa sempre più controversa, rivelando le profonde fratture all’interno della coalizione di governo. Da una parte, Fratelli d’Italia (FdI) e Nuovo Movimento (Nm) si schierano a favore delle preferenze, mentre la Lega e Forza Italia (FI) si oppongono fermamente. Questo contraddittorio ha portato a un acceso confronto tra il leader di FI, Antonio Tajani, e il meloniano Giovanni Donzelli, dando origine a interrogativi pressoché immediati da parte dell’opposizione. Quest’ultima ha richiesto di interrompere i lavori parlamentari fino a quando non ci sarà un chiarimento all’interno della maggioranza, affermando: “Qual è il senso di proseguire una discussione sempre più infondata?”
La polemica si aggrava all’indomani delle assurdità verbali, con Tajani che, nello stesso giorno in cui la ministra per le riforme Elisabetta Casellati esprime la sua contrarietà alle preferenze, ricorda un accordo generale contraddittorio per evitarle. “Io sono sempre stato un sostenitore del proporzionale”, afferma Tajani, mentre FdI insiste nel presentare un emendamento per reintrodurre le preferenze in Parlamento. Donzelli esprime ottimismo: “Speriamo che possa ricevere l’approvazione di tutto il centrodestra.” Tuttavia, la Lega resta ferma nella sua posizione contraria, con Igor Iezzi che enfatizza l’invarianza della loro posizione.
Le opposizioni interpretano le dichiarazioni di Tajani come un tentativo di ingannare l’opinione pubblica, alludendo a una maggiore volontà della maggioranza di mantenere una lista bloccata. Simona Bonafè, capogruppo del PD in Commissione, afferma: “Tajani getta la maschera, la maggioranza cerca di scegliere al posto degli italiani.” Michele Gubitosa del M5s accusa il centrodestra di voler “mantenere il potere ignorando le volontà dei cittadini.” Anche Roberto Vannacci critica severamente l’idea di accordi politici che limitano il diritto di voto, definendoli come un furto di democrazia.
In risposta a questa crisi, Avs ha chiesto la sospensione dei lavori in commissione, invitando i membri della maggioranza a discutere e decidere. Allo stesso tempo, Più Europa ha organizzato un flash mob davanti al Parlamento per opporsi alla legge elettorale, mentre Matteo Renzi promuove una petizione per mantenere le preferenze. “I cittadini devono poter scegliere chi li rappresenta,” conclude il deputato radicale.