
Questa mattina il tribunale di Como ha emesso una sentenza di assoluzione nei confronti di Cecco Bellosi, ex esponente di Potere Operaio di 78 anni, riguardo all’incidente avvenuto il 28 aprile 2023. L’anziano era accusato di aver danneggiato la teca e la targa commemorativa che si trovano a Giulino di Mezzegra, nei pressi di Villa Belmonte, dedicate alla fucilazione di Benito Mussolini e Claretta Petacci.
Bellosi, che dal 1992 è responsabile della comunità ‘Il Gabbiano’, è stato dichiarato non colpevole “per non aver commesso il fatto”. Difeso dall’avvocato Davide Steccanella, l’ex attivista aveva chiarito durante un’udienza precedente di non aver danneggiato la teca, ma di aver soltanto strappato alcuni fiori che vi erano stati posati. Le sue parole hanno reso chiara la sua posizione circa il contenuto della targa: “In quel luogo”, ha affermato Bellosi, “c’è una targa illegittima che commemora Mussolini. Dovrebbe invece esserci un monumento dedicato ai tre partigiani che eseguirono la condanna, restituendoci così la libertà dopo oltre due decenni di dittatura”.
Il caso ha sollevato un acceso dibattito pubblico: molti si sono chiesti se l’azione di Bellosi dovesse essere vista come un atto di protesta legittimo o come un semplice vandalismo. Tuttavia, l’assoluzione ha messo fine a queste speculazioni, ritenendo che le azioni dell’imputato non costituissero un vero danneggiamento ai beni pubblici. La questione è sintomatica di un’ongoing riflessione sulla memoria storica in Italia e sulle modalità di commemorazione relative a figure controverse come Mussolini.